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DIARIO DI BORDO Centro Italia 2010 15/8/10, Costacciaro (UMB) Quest’anno partiamo senza camper, ma non senza la voglia di raccontare le nostre giornate. Partenza in tarda mattinata, dopo le 9.30, direzione Umbria. La giornata di ferragosto non limita il traffico, più intenso del previsto, ma comunque scorrevole. Dopo una sosta benzina e una pausa pranzo, giungiamo al campeggio Rio Verde a Costacciaro, non cadendo nella trappola del navigatore che lo segnalava 3km più indietro. Attendiamo l’apertura della reception, dove una sciura molto alla mano ci accoglie e ci consegna una bella pila di opuscoli, caldeggiando parecchie visite. Sistemiamo la roba nell’accogliente bungalow n.° 13, corredato anche da due lumini mortuari. Poi relax e partita a memory (nello specifico, una variante per bambini); vince Paolo. Poi lettura e mezzopunto, tra chiacchiere e amenità varie, mentre i vicini olandesi caricano di continuo il furgone. Cena fuori; dopo una veloce ricognizione nel paesino di Costacciaro, dove passiamo con la macchina praticamente in casa di un anziano signore, ci spostiamo sulla strada principale alla “Locanda”. Cena buona, anche se alcune porzioni sono scarse e i dolci un po’ a sorpresa; non parliamo degli antipasti. La visita notturna a Costacciaro è rimandata causa non parking. Ritorno al bungalow, dove registriamo la morte di una lucertola, uccisa da un ragno. 16/8/10, Costacciaro (UMB) Notte tranquilla, sveglia intorno alle 9.00. Annotiamo subito che la lucertola di ieri non era morta. Stamattina si muoveva viva e vegeta, insieme ad un’amica. Quindi la zanzariera della nostra camera da letto non è una trappola per questi piccoli rettili, ma un vero covo (lucertolaio, o zirichiltaggia, per dirla alla De André). Dopo la colazione, ci dirigiamo immediatamente verso la meta che ieri ci ha indicato la sorte, ovvero Spello. Il navigatore ci conduce in strade probabilmente mai battute da uomo, per poi farci trovare la via principale. Arrivo a Spello e visita. Paesino carino, con numerosi scorci e un piacevole belvedere. Sosta pranzo; l’attesa è un po’ lunga, ma alla fine ci si sazia. Spostamento ad Assisi, dove i numerosi gradini e saliscendi che ci portano a visitare varie cose (S. Rufino, S. Chiara, S. Francesco, il tempio di Minerva, ecc.) alla fine presentano il conto con un certo mal di gambe. Torniamo verso la macchina, e qualcuno (non diciamo chi) è costretto a tornare a recuperare la guida dimenticata (non diciamo da chi) nell’abbazia di S. Pietro, visitata poco prima. Spostamento a S. Maria degli Angeli, visita, acqua-lemonsoda-granita e ritorno al campeggio. Cena veloce, allietati da un sottofondo di tamburi allestiti per una serata che purtroppo non decolla. Ma l’importante è tentare. 17/8/10, Costacciaro (UMB) Dopo la consueta colazione, ci dirigiamo verso Urbino. I km da fare sono un po’, ma la bellezza del paesaggio ci ripaga del “lungo” viaggio. Arrivati in città, parcheggiamo e saliamo subito di fronte a palazzo ducale. Giro per le pendenti vie del centro, fino alla fortezza che si trova in alto. Ridiscendiamo ed entriamo a palazzo ducale. Il giro è lungo ma piacevole, anche perché è durante l’ora di pranzo e c’è pochissima gente. Annotiamo che il duca da Montefeltro se la passava bene. Usciti, ci fermiamo al bar davanti al duomo per mangiare; il padrone ci tratta bruscamente ma ci serve velocemente. Dopo vari equilibrismi per contrastare il tavolo pendente e ballante, ci spostiamo ad Urbania. Cittadina piuttosto deludente: le poche cose da vedere sono chiuse. Ripartenza verso il camping, e giro in piscina. L’acqua è gelida, ma una volta entrati si sta bene. Ritorno al nostro favoloso bungalow n.° 13, doccia, birretta e cena fuori. La prima destinazione, una sagra a Costacciaro, depennata causa lunghissima coda. Ci spostiamo a Sigillo, dove troviamo il “Balsone del lupo”, nonostante sia in mezzo ai bricchi. Dopo aver confuso la padrona con la nostra indecisione su dove sederci, ci sediamo. Cena buona, nonostante due accanite fumatrici ci fanno quasi girar la testa. Ritorno e partita a scala 40 (Dori è già fuori). Oggi 1 lucertola. 18/8/10, Costacciaro (UMB) Anche questa mattina ci sveglia un bel sole. La meta odierna sono le Grotte di Frasassi. Giungiamo in loco verso le 11, dove troviamo una coda lunghissima alla biglietteria. Dopo aver parcheggiato e ricevuto in pochi metri molteplici pubblicità di luoghi ove mangiare, ci mettiamo in coda. L’attesa si rivela meno lunga del previsto. Dopo mezz’ora abbiamo i biglietti e dopo un’altra oretta ci imbarchiamo sul bus navetta che ci porta alle grotte. Entriamo, coprendoci subito data la temperatura (14°C, costante). La nostra guida sembra voler onorare la maglia gialla, quando copre i primi 200 metri in meno di un minuto: uno scatto da velocista, ma non ci facciamo sorprendere! Poi cominciano le spiegazioni, gli inviti a non usare macchine fotografiche, video o cellulari, a non toccare le concrezioni (se dicesse “sassi” la capirebbero di più), le lamentele per il folto gruppo (quasi un centinaio) a causa del quale la visita non procede come dovrebbe. Comunque Silvia, la nostra guida, è chiara e sbrigativa, e dopo poco più di un’ora ci conduce fuori. La visita è stata bella e interessante; sorprendente l’incapacità, all’interno della grotta, di dare un senso alle distanze. Pranzo da McCionald’s, poi visita del museo e del tempio romano (sbirciamo solo un prete con chitarra), infine il santuario: strada molto ripida, ma arriviamo. Difficoltà nel fare alcune foto, ma ce la facciamo. Ritorno al campeggio, piscina e cena fuori, alla sagra del bigolo. Ritorno al bungalow, dove si conclude la partita a scala 40: vince Paolo. 19/8/10, Costacciaro (UMB) La guida dice: itinerari dello spirito. Dopo la consueta colazione, ci dirigiamo pertanto lungo questo percorso che in 60km comprende: l’eremo di S. Girolamo, l’abbazia di S. Emiliano in Congiuntoli, la badia di Sitria, il monastero di Fonte Avellana. Da Scheggia ci dirigiamo per una strada tortuosa che dopo un paio di tentativi ci porta alla meta n.° 1, o meglio a 2km da essa, dove un cartello (niente visite turistiche) e una strada (sterrata e stretta) ci fanno desistere. Puntiamo dunque alla meta n.° 2: chiuso, privato, osservabile da fuori. Delusione. Meta n.° 3: finalmente qualcosa di decente, per lo meno entriamo (più per fortuna che per altro). La 4a meta, infine, è la migliore: tenuta molto bene (si vede che è la più conosciuta), ci offre una visita in gruppetto ristretto, tra l’altro visita guidata. Finito il giro, pranziamo nei pressi, per poi salire al monte Cucco. Non arriviamo in cima, ma fino alla zona decollo dei deltaplani. Ci godiamo qualche partenza e atterraggio, per poi osservare in diretta una collisione: uno svizzero troppo sicuro di sé, in fase di atterraggio, viene spostato come un fuscello di qualche metro verso sinistra, dove sosta un altro deltista (si dirà così?) ignaro di quel che gli sta per capitare. Cioè una botta tremenda, nella quale hanno la peggio lo svizzero (braccio dolorante) e i due deltaplani (inservibili). Soccorsi immediati, mentre gli altri deltaplani continuano a sorvolare la zona dell’impatto. I soccorsi veri (ambulanza) arrivano dopo più di mezz’ora. Nel frattempo ci godiamo il primo volo di Chiara, una bimba di circa 10 anni che non si è fatta intimorire per nulla. A dire il vero, l’espressione al momento del decollo è un po’ tesa, ma alla fine torna soddisfatta. Ritorniamo al camping dove finalmente vediamo il Rio Verde (poco rio e poco verde) che gli dà il nome. Relax e docce, poi cena. Dopocena a scala 40: prima partita a Paolo, seconda a Dori. Poi tutto tace. 20/8/10, Costacciaro (UMB) Oggi sveglia tarda. Decidiamo di andare a Gubbio, vista la distanza breve. Sulla strada che arriva al paese stanno allestendo una gara automobilistica per domani, e questo ci costringe a parcheggiare un po’ fuori. Visita della città, piuttosto veloce, poi pranzetto; da segnalare l’ottimo gelato. Ritorno al campeggio in un caldo infernale: al parcheggio la macchina segnava 40°C. Siesta al fresco del nostro bungalow, poi piove per 10 secondi e smette. A cena optiamo per il ristorante del camping, ma occorre la prenotazione; su consiglio dei nostri vicini andiamo a “Villa Pascolo”: cena buona e molto economica. Ritorno al camping; Dori fa un tratto a piedi (indisposizione?), noi vediamo una volpe. Al bar cantano ballate anglosassoni per una mezzoretta; ora cantano solo i grilli. 21-22/8/10, Sarnano (MAR) Sabato: lasciamo il camping alle 10.15, e dopo un paio d’ore giungiamo a Sarnano, campeggio Quattro Stagioni. Reception, pagamento e attesa del bungalow: ci dicono 20 minuti, in realtà possiamo entrare dopo un’ora. Il bungalow è il n.° 17, logica conseguenza numerica del precedente (era il 13). Qui c’è anche la tv. Pranzo veloce, mentre arrivano i vicini; ci mettiamo un po’ a capire di che nazionalità sono (italiana). Pomeriggio relax, serata in pizzeria, quella del campeggio; la pizza è buona. Andiamo a letto accompagnati dal lontano suono della band che ci allieta coi più classici dei lisci. Domenica: ci sveglia Lucky, il cane dei vicini (chiamato anche “Zitto, Lucky!”). Colazione addirittura con brioches, poi ci mettiamo in macchina alla volta dell’abbazia di Fiastra. Visitiamo la suddetta, prima il monastero poi la chiesa. Da qui, altro spostamento al castello della Rancia, nei pressi di Tolentino. L’ultima visita del mattino è alle 12.30, e noi arriviamo alla biglietteria alle 12.29: perfetti. Visita del castello, dai sotterranei alla sommità della torre, da cui si gode un bel panorama. Terminiamo la visita alle 13.00: perfetti. Saliamo in macchina (fa caldo) e giungiamo a Tolentino. Tutto chiuso, ci vediamo costretti a pranzare in pasticceria; la padrona è piuttosto effervescente. Usciamo in una piazza calda come un forno e popolata come un deserto. Giro al ponte del diavolo, poi attendiamo le 15: il duomo non apre, mentre la basilica di S. Nicola sì. Quest’ultima si rivela una piacevole sorpresa: infatti, come dice la guida, vale la visita. Tra le varie cose, anche una mostra di presepi e una bella illustrazione sulla vita di S. Nicola. Annotiamo due francesi maleducati. Usciti di nuovo al sole, vaghiamo per i vicoli per tornare poi al camping. Piscina, doccia e cena, poi Milan-Juve (vittoria!!!). La Claudia mi ricorda l’emozione del giorno: entrata in contromano sulla rampa d’uscita della superstrada. Evidentemente S. Nicola guarda giù e ce la caviamo. 23/8/10, Sarnano (MAR) Oggi giornata splendida: cielo senza nuvole. Puntiamo dritti al Piano di Castelluccio. La strada è lunga e tortuosa, ma verso mezzogiorno siamo al passo, a circa 1500 metri d’altezza. Quattro passi a piedi, foto al panorama e autoscatto. Poi scendiamo e, dopo aver scartato l’idea di mangiare al rifugio, andiamo a Castelluccio. Cambio vantaggioso: mangiamo molto bene, assaggiando vari prodotti locali. Poi, un giro per il paesino per smaltire il pasto, acquisto cartoline, altre foto e ritorno alla fornace che ormai è diventata la macchina. Torniamo per un’altra strada, meno tortuosa, sostando velocemente al lago di Fiastra, e più precisamente sul camminamento della diga, dalla quale c’è una bella vista sulle verdi acque. Poi torniamo a Sarnano, sosta benzina e spesa, campeggio. Piscina poco affollata per quattro bracciate prima di cena; da segnalare che Paolo insegna a Dori la respirazione. Ci sono però troppi tafani che disturbano i prodi nuotatori. La frescura data dall’acqua però ci voleva, viste le temperature odierne. A cena ci accorgiamo che le giornate si accorciano...tempus fugit. Prima di nanna, Paolo dà un’altra lezione di scala 40 alla Claudia: ormai da tempo immemore si ripete tale storia. 24/8/10, Sarnano (MAR) Un’altra giornata serena come poche si offre ai nostri occhi al nostro risveglio. Tra le varie ipotesi, scegliamo Loreto, nonostante la distanza (circa 80km). La strada è piuttosto filante, e per le 11.30 parcheggiamo ai piedi del santuario. Un comodo ascensore ci porta al livello della piazza principale; entriamo in chiesa, e la visita ci porta via un po’ di tempo, anche per il piacere di stare al fresco anziché fuori sotto il sole cocente. Usciti, visita veloce al presepe permanente della S. Casa, poi pranzo (tranci di pizza). L’altro presepe non è accessibile, così come la cripta. Ripartiamo, dunque, dirigendoci a Porto Recanati. Puntatina in spiaggia, bagniamo i piedi in un mare molto pulito finché un’onda anomala ci sorprende, ma no problem. Torniamo al campeggio, sostando dieci minuti alla fonte dei Brilli, dove possiamo dissetarci con un sorso d’acqua fresca. Al campeggio, relax e piscina (nonostante tanto caos e i soliti tafani). Cena fuori: la reception consiglia “Il colle”. Tutto buono, a parte il fatto che hanno la brace spenta. Al tavolo vicino, le donne parlano un idioma incomprensibile. Ritorno al camping, qualcuno assiste a karaoke, qualcuno al circo. 25/8/10, Sarnano (MAR) Annotiamo subito che Lucky e i suoi padroni ci hanno lasciato. Oggi ci attendono 3 mete. La prima, il santuario della Madonna dell’Ambro: posizione piacevole, incastonata tra i monti, lungo l’omonimo fiume. Tornando, ci dirigiamo alla gola dell’Infernaccio, più che altro attratti dal nome; in realtà, ci prendiamo solo un po’ di polvere dalla strada sterrata, che termina in un punto di partenza per il trekking. La seconda meta è Montefortino: paesino carino, con scorci gradevoli, piuttosto assolato; bello anche visto da lontano. Terza tappa, Amandola. Subito in un bar per il pranzo, dove una sciura si scola un superalcolico nonostante l’età (la sua, non del superalcolico). Visita del paesino, anche questo arroccato tra viuzze e case antiche. Poi aggiungiamo un’ulteriore meta: giro a S. Ginesio, dove fervono i preparativi per la festa patronale. Ritorno, spesa, piscina, docce, cena. Segnaliamo che il freezer da più giorni funziona con l’acqua (che diventa giustamente ghiaccio) ma non con il gelato (che diventa stranamente acqua). In serata, su rai1 danno il peggior film di tutti i tempi per quanto riguarda il genere catastrofico: “Paura in volo”. Da scompisciarsi dalle risate, davvero. Epico. 26/8/10, Sarnano (MAR) Sveglia leggermente più tarda. Cielo ancora blu. In macchina alla volta di Norcia e Cascia. Il viaggio è lungo, ma ci permette di ammirare un paesaggio stupendo. A Norcia, visita della basilica, pranzo, visita di un’altra chiesa. Poi torniamo al parcheggio, assolato; sono le 14 e la macchina segna 48°C. Andiamo a Cascia, dove la comoda scala mobile ci porta fino alla sommità. Visita della chiesa che custodisce il corpo di S. Rita, ritorno. Spesa veloce, dopo un gelato in piazza a Sarnano. Piscina, docce, cena. Poi tutti davanti alla tv, a vedere “Prendimi se ci riesci”. Il film è meglio di quello di ieri, anche se non ci voleva molto. 27/8/10, Sarnano (MAR) Oggi giornata di relax, dalla mattina alla sera. La piscina ormai è il punto fisso del nostro pomeriggio, nonostante oggi il vento la faccia sembrare un oceano in burrasca. Serata con pizza e partita in tv, poi una puntata de “La grande storia”. Andiamo a dormire con un vento sempre più forte. Ultima notte. GLI ALTRI DIARI DI BORDO: SCANDINAVIA 2003 CAPITALI EUROPEE 2005 PENISOLA IBERICA 2006 OLTREMANICA 2007 NORDEUROPA 2008 TRIVENETO 2009 Home page Chi siamo La nostra storia I diari di bordo Le nostre foto I video I percorsi “Fuori porta” |